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  Mercoledì 22 Maggio 2013


Giovedì 21 Giugno 2012 17:45     

Povera Firenze. Son tempi bui per la città del Fiore. Improvvisamente, come in una sorta di perfida congiura ordita dal destino, tutto ciò che rappresenta Firenze, e che sta’ nel cuore dei fiorentini, traballa e viene messo in discussione. La Fiorentina fa tribolare. Ormai le vicende viola rappresentano un quotidiano stillicidio, che si consuma nell’attesa di una svolta, di un primo passo verso quel futuro che ancora rimane tremendamente incerto e nebuloso. Si annaspa, nella morsa di Scipione, nella speranza di scorgere un segnale, un sussulto, un’improvvisa accelerazione, per poi chiudere l’ennesima giornata con un nulla di fatto, prigionieri dell’afa e della delusione. La bella e orgogliosa Firenze è frustrata e sfiancata….e i dispiaceri non si fermano alle peripezie calcistiche. Domenica si festeggia il patrono San Giovanni Battista e la città si tira a lucido per vivere e godere delle sue tradizioni, di cui, in fondo in fondo, è gelosissima. Quest’anno, però, l’attesa festa non solo cade sfortunatamente di domenica, togliendo così un giorno di vacanza ai fiorentini, ma, addirittura, non si preannuncia sotto i migliori auspici. I “fochi” di San Giovanni, quelli che “sistematicamente” l’anno scorso eran meglio - perché togliere ai fiorentini il diritto di criticare e demolire equivarrebbe a sottrarre ossigeno - sono oggetto di discussione. La canonica ora per l’inizio dello spettacolo è, da tempo immemore, le 22.00. Quest’anno, però, sfortuna vuole che la Nazionale Azzurra sia chiamata alle 20.45 a scendere in campo contro l’Inghilterra per i quarti di finale di Euro 2012. Il Sindaco Matteo Renzi ha così pensato di posticipare di un’ora l’inizio dello spettacolo per consentire ai sui concittadini di godere di entrambi gli eventi. Apriti cielo. La Società di San Giovanni Battista che organizza ma, soprattutto, “paga” i fochi ha subito montato la polemica. La Nazionale, mai particolarmente amata sulle rive dell’Arno, non può permettersi di scavalcare e spodestare lo spettacolo pirotecnico del 24 giugno. Se qualcuno grida allo scandalo o all’eresia, con più pragmatismo si potrebbe obiettare che 60 minuti di ritardo potrebbero vanificare la “generosa” trovata del Sindaco, perché in caso di calci di rigore i “fochi” o la partita, a seconda della scelta dei singoli, andrebbero comunque a farsi benedire.

Come se non bastasse, anche l’altro grande evento della festa patronale tiene sulle spine. Si mormora che la finale del Calcio Storico 2012 potrebbe non disputarsi a causa delle squalifiche - e della conseguente radiazione - di alcuni giocatori di uno dei due colori finalisti. Nonostante smentite e rassicurazioni, il rischio sussiste e la cosa guasterebbe di non poco la giornata. Vincere a tavolino non è gratificante come conquistare il trofeo sulla rena di piazza Santa Croce e, al di là delle botte e dello sfrenato agonismo, la lealtà sportiva e l’orgoglio spingono a voler pagare il regolare tributo di lividi, sudore e fatica per l’ambita vittoria. Per Firenze sarebbe una sconfitta che, sinceramente, in questo periodo proprio non merita. In questi giorni grigi, nonostante il sole che spacca le pietre, ci piacerebbe tornare a vivere la nostra fiorentinità a 360°. Rendeteci la nostra Fiorentina, quella che si amava a prescindere e che ci faceva sentire orgogliosi di essere rappresentati da lei. Lasciate stare i nostri “fochi, quelli che solo noi possiamo criticare, ma, soprattutto, lasciate al libero arbitrio dei fiorentini la facoltà di scegliere cosa preferiscono fare alle 22.00 del 24 giugno. Infine, regalateci la finale del Calcio Storico. Giocate, anche se con rabbia, delusione e sofferenza, perché il torneo rievoca la famosa partita dell’Assedio: quella che, mentre i francesi cingevano le mura cittadine, i nostri antenati, invece che piangersi addosso, decidevano di irridere gli assedianti, mettendosi a giocare con una palla. Firenze è assediata dalla delusione e dall’amarezza e, forse, mai come oggi ha bisogno di sentire gridare “Viva Fiorenza”! S.N.

 

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