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  Venerdì 18 Maggio 2012
Martedì 21 Febbraio 2012 21:43     

Viola in campo al Dall'Ara per il recupero contro il Bologna.



Poco tempo, quindi, per ragionare sulla brutta sconfitta contro il Napoli….anche se di cose su cui ragionare ce ne sarebbero eccome.

Ogni volta che la Fiorentina ha dato la timida sensazione di poter rialzare la testa ne è uscita ridimensionata e suonata come dopo un frontale con un treno lanciato in corsa.

Ci sarebbe anche da ragionare sulla Primavera…sulle famose “pianticelle”….che si son fermate alle semifinali del Viareggio. Per carità, a livello giovanile quel che conta non sono le coppe e i trofei, ma gli innesti per la prima squadra. Il problema è che qui si fa fatica ad immaginare qualcuno pronto per il calcio professionistico. Alcuni, addirittura, faranno bene a non trascurare gli studi, perché ci sta che nella vita si ritrovino a fare tutto, tranne che il calciatore.

Sarebbe anche l’ora di smettere di illudere la gente sul valore del vivaio: fra giocare in Primavera e in serie A c’è la stessa differenza che corre fra il mangiare e guardare gli altri che mangiano. In sostanza, nei momenti di isterismo e depressione, guai a proporre di buttare dentro i ragazzi al posto dei grandi: con questi, ma con qualsiasi altra Primavera, si può solo retrocedere. Quindi, calma e sangue freddo con i giovanotti, anche se i nostri son costati cari per la categoria.

Behrami non recupera e per il centrocampo viola è una brutta perdita: una tegola in più che si abbatte sulla testa di Rossi, che già deve fare i conti con i meccanismi della fase difensiva dimostratisi, quanto meno, imbarazzanti venerdì sera.

Amauri affronta la sua prima trasferta in maglia viola e speriamo che sia la volta buona per cancellare quell’odioso zero nello score dei gol segnati. Questa Fiorentina è maledettamente sterile: il solo Jovetic - autore di 12 gol su un totale di 22 messi a segno dai viola - non può bastare e se il montenegrino stecca una gara dietro di lui si apre il vuoto cosmico.

La partita è nervosa e fallosa con due squadre che grosso modo si equivalgono.

Il Bologna non brilla e si affida al contropiede. La Fiorentina prende coraggio e comincia a fare la gara, grazie alla qualità di Jovetic che è sempre e solo l’unico che riesce a fare la differenza. Il calcio, però, può essere crudele e spietato e giocare meglio, talvolta, non basta.

Mentre Gillet chiude la saracinesca con movenze feline, dall’altra parte, un uomo solo - Diamanti - riesce a mandarne in crisi 5, portando in vantaggio i padroni di casa.

La Fiorentina ci prova, non si arrende, ma non è serata, anche perché il centrocampo viola non convince: Lazzari e Olivera sono impalpabili, Montolivo si limita a fare il compitino con passaggi di 3 metri e Vargas mette in apprensione la difesa non rientrando mai a dare una mano. A una manciata di minuti dalla fine del primo tempo, Di Vaio lascia sul posto Nastasic e Ramirez raddoppia, addirittura, con un sopraffino colpo di tacco.

La ripresa sarebbe tutta da giocare, se non fosse per la follia di Olivera che pensa bene di guadagnarsi un rosso diretto per un fallo scellerato e privo di qualsiasi umana motivazione.

In sostanza la partita della Fiorentina finisce qui. Scoraggiata e demotivata rischia di subire un passivo ancora più sostanzioso e colleziona cartellini gialli che la vedranno domenica all’Olimpico con la difesa praticamente dimezzata.

Cala la notte su Bologna e sulla squadra di Delio Rossi. La luce di Jovetic ha illuminato il cammino solo per 45 minuti……poi buio totale per tutti e a guidare a fare spenti, spesso ci si schianta.

S.N.

 

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