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  Venerdì 18 Maggio 2012
Sabato 18 Febbraio 2012 00:06     

E alla fine furono le 20,45 con buona pace di tutti, forse un po’ meno del Napoli ma, in fin dei conti, ce ne importa il giusto.



L’ospitalità non deve sfociare nella dabbenaggine.

Vorrà dire che offriremo, su un piatto d’argento e con sottile piacere, un motivo in più al già lamentoso Mazzari per recriminare e piangersi addosso: ormai suo indiscusso marchio di fabbrica.

Per i tifosi partenopei giocare di venerdì 17 (e pure di annata bisestile) è già pena sufficiente: l’ostacolo orario, loro, se lo giocano praticamente di tacco.

E rimanendo in tema di cabala e superstizione, qui a Firenze, ci possiamo appellare alla febbre da Champion’s: quella che in passato ha portato il Napoli a steccare in campionato tutte le volte che ha giocato in concomitanza di un impegno di Coppa.

Facendo i debiti scongiuri, da una parte e dall’altra, si va in campo.

La novità in senso assoluto in casa Fiorentina si chiama Ruben Olivera al debutto in maglia viola. Recuperano dagli acciacchi Jovetic e Behrami, mentre per Vargas la forzata assenza di Pasqual rappresenta una ghiotta opportunità di riscatto, anche se il cliente di giornata, Maggio, non è certo dei più facili.

La serata non è freddissima, ma la Fiorentina si fa subito una bella doccia gelata.

Al terzo minuto Cavani, imbeccato da Hamsik e tenuto in gioco dalla difesa viola lenta nel salire, porta in vantaggio il Napoli.

La Fiorentina gioca, sembra non aver accusato il colpo, ma manca in fase conclusiva. Jovetic non riesce a trovare il bandolo della matassa ed è Amauri che si fa vedere con più frequenza in avanti, anche se con poco costrutto.

Entrambe le squadre si procurano occasioni, grazie anche a difese decisamente allegre. Un legno per parte: Maggio fa tremare la traversa e Natali scheggia il palo.

Olivera, osservato speciale, si da’ da fare, ma è ancora un corpo estraneo nel centrocampo viola e più che creare spazio sembra toglierlo agli altri. Conclude il primo tempo con una brutta entrata che gli costa l’ammonizione.

Nella ripresa Behrami rimane negli spogliatoi e al suo posto entra Salifu che si piazza davanti alla difesa, consentendo a Montolivo di avanzare il proprio raggio d’azione.

Le squadre sono lunghe, gli spazi per giocare non mancano, ma i centrocampisti viola non accompagnando mai l’azione offensiva non consentono alla squadra di mettere in crisi il Napoli.

Al 10° il copione si ripete: assist di Hamsik e doppietta per Cavani.

Rossi tenta di cambiare le carte in tavola, ma gli innesti di un riesumato Marchionni e di un fischiatissimo Cerci non alterano di una virgola gli equilibri della gara.

La Fiorentina è volenterosa, corre, ma il suo gioco è farraginoso e sterile. Il Napoli ha ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo. In maniera cinica ha ottimizzato le opportunità concesse dagli avversari e ha chiuso bene gli spazi.

Ciliegina sulla torta il gol di Lavezzi al 91° con Cassani ultimo baluardo della difesa viola in altre faccende affaccendata. Punizione forse eccessiva, ma marcatura prevedibile visto che i viola hanno il difetto congenito di mandare in gol calciatori sterili o poco avvezzi a frequentare le aree avversarie.

Se questa doveva essere la partita per ripartire di slancio e per tentare di dare dignità a questo campionato la missione è stata miseramente fallita.

E ora sotto con i recuperi: prossimo avversario il tonicissimo Bologna….che la notte porti consiglio e qualche doveroso aggiustamento.

S.N.

 

 

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