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  Giovedì 23 2012
Mercoledì 25 Gennaio 2012 10:08     

Fumata bianca: habemus attaccante.

Non vorremmo sembrare ridondanti e smodatamente euforici, ma dopo oltre 3 settimane, lo sbarco a Firenze di una punta di ruolo merita, quantomeno, che le chiarine di Palazzo Vecchio intonino l’Inno alla Gioia di Beethoven.

Ce l’hanno fatto sudare e agognare al punto tale che, da giorni, non ci si interroga più su quanto aggradi o meno alla piazza, notoriamente di palato fine in tema di goleador.

Certo, negli ultimi anni, siamo diventati un po’ più di bocca buona e il maitre ci ha anche propinato dei bei rospi caramellati, ma le papille gustative, dopo aver assaggiato Batistuta, non possono che diventare esigenti.

L’importante, a questa girata, era che arrivasse qualcuno che, nell’album della Panini, fosse regolarmente iscritto alla categoria attaccanti.

Fresca paternità e blocchi autostradali hanno ritardato il lieto evento e forse l’angelo che ha annunciato a noi la buona novella, al giocatore ne ha annunciata una meno piacevole: Tevez vuole il Milan e, male male che vada, per Allegri c’è un Maxi Lopez nel congelatore pronto alla bisogna.

In questo triangolo di amorosi sensi l’italo brasiliano ha forse capito di essere di troppo e ha imboccato, non si sa quanto serenamente, la strada per Firenze.

Per non smentire una “sana” abitudine tipica dei giorni di mercato, siamo stati con il fiato sospeso fino all’ultimo.

Siamo famosi per perdere giocatori per la strada. C’è chi è rimasto intrappolato in qualche container all’Interporto di Livorno e chi, dato prossimo alla meta, è clamorosamente sparito in circostanze misteriose.

Abbiamo infatti dovuto attendere la tarda serata per avere il comunicato ufficiale in cui l’ACF Fiorentina dichiara di aver acquisito, dalla FC Juventus, le prestazioni sportive dell’attaccante Amauri Carvalho de Oliveira.

Questa era l’urgenza. Occorreva porre fine ad una situazione paradossale e grottesca che ci assegnava la palma dell’unica squadra professionistica priva di una punta di ruolo.

Il problema è che non basta e gradiremmo non essere tacciati di essere diventati improvvisamente ingordi.

Se la difesa della Fiorentina, con 15 reti subite, è la terza migliore del campionato, dietro soltanto a Udinese e Juventus, è deprimente il dato dei gol realizzati: solo 18 di cui 3 tutti in un’unica soluzione al povero Novara.

Houston abbiamo un problema….. e non da poco.

Levato Jovetic, il giocatore più prolifico, la capacità realizzativa della Fiorentina è ridicola. I centrocampisti non segnano e anche chi è deputato a spingersi più avanti, fatica ad inquadrare la porta.

Ljajic sta fallendo clamorosamente l’opportunità che il tecnico gli ha concesso: ed è il terzo, visto che il ragazzo ha avuto le sue chance pure con Prandelli e Mihajlovich. Cerci ha ormai chiuso con Firenze e cercherà fortuna in altri lidi, probabilmente più illuminati da apprezzarne le doti calcistiche e umane. Vargas continua a mandare in campo il cugino, quello non solo privo di patente, ma anche di talento calcistico.

Inutile dire che non possiamo fermarci qui, anche se alle volte viene da pensare che il problema non è solo nei piedi.

Probabilmente, c’è qualcosa di più grave in questa squadra, qualcosa che manca e che, purtroppo, non si può comprare. Manca convinzione, manca carattere, manca sicurezza, manca entusiasmo……forse perché, nonostante i proclami, manca un progetto e per i calciatori, creature fragili e problematiche, questo rappresenta l’alibi perfetto.

S.N.

 

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