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  Mercoledì 20 Agosto 2014


Giovedì 22 Marzo 2012 10:25     

fonte:TUTTOMERCATOWEB.COM  L'umiliante lezione impartita dalla Juventus ha messo definitivamente a nudo tutti i problemi e i limiti attuali di questa Fiorentina. Ovvero quelli di una squadra e una società logorate da mille contraddizioni interne, dall'assenza conclamata di punti di riferimenti universalmente riconosciuti e accettati da tutti e infine i limiti ancor più evidenti di una squadra troppo spesso lasciata a se stessa in balia della propria immaturità. Problematiche reali ed persistenti che hanno di fatto intossicato l'intero ambiente viola e che adesso, con l'imminente restyling della dirigenza e del parco giocatori, dovranno essere affrontate e risolte con buona pace della proprietà e dei tifosi... Da un punto di vista strutturale infatti non si può certo dire che la società Fiorentina di questi ultimi anni sia stata esempio di ineccepibile efficienza. Oltre alle deludenti prestazioni sportive non sono certo nuove le difficoltà esistenti tra la dirigenza e lo spogliatoio gigliato. Rapporti tesi e talvolta conflittuali che hanno di fatto sancito una sorta di pax forzata tra le parti, con tanto di inviti cordiali e reciproci ad occuparsi ognuno delle proprie competenze. In sostanza una divisione interna che meglio di tante parole spiega le settimanali diatribe sorte in casa viola nelle ultime stagioni e il già citato proliferarsi di un atmosfera generale ai limiti del tollerabile. Un problema, quest'ultimo, non a caso correlato alla banale considerazione, da molti espressa in questi ultimi giorni, in merito all'assenza di uomini di calcio all'interno dei quadri dirigenziali. O meglio, con la partenza di Corvino a fine stagione, la Fiorentina di fatto non avrà alle proprie dipendenze uomini strettamente legati al mondo del pallone. Né tanto meno uomini in grado di assurgere alla funzione da trait d'union tra squadra, società e tifosi e dunque in grado di sopperire alle difficoltà di comunicazione esistenti tra le parti in causa. Una carica dunque vacante che presto dovrà essere occupata nuovamente. La domanda però rimane sempre la stessa: chi potrebbe essere l'uomo adatto? Di nomi se ne sono fatti tanti. Dai personaggi di spicco nel mondo del calcio - dirigenti affermati o ex dirigenti dai curriculum sontuosi - ai nomi emergenti fino ad arrivare ad ex viola illustri. Tanti, appunto. Ma, un po' a sorpresa, omettendone uno, forse il più indicato a prendersi sulle spalle un responsabilità di tale proporzione: Giancarlo Antognoni. L'uomo della provvidenza e forse l'unico in grado di incarnare al meglio quel mix di competenza calcistica e spirito fiorentino necessari per riportare serenità nell'ambiente viola. In poche parole la figura che meglio di chiunque altro, per i colori viola, sarebbe garanzia di successo e ciò di cui avrebbe bisogno la Fiorentina nel suo momento più delicato. In buona sostanza la risposta vivente alle richieste, spesso ignorate, della città e un segnale di distensione inequivocabile da parte della proprietà nei confronti di Firenze, e non di meno la prova tangibile della volontà societaria di cambiare pelle e contemporaneamente portare avanti un progetto ambizioso.

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