
(Calciopress – Sergio Mutolo) Il calcio moderno, schiacciato dalle esigenze perverse del business a tutti i costi, riuscirà a cambiare strada? Lo sport più bello e più seguito del mondo sembra avvitato su se stesso, soprattutto in Italia. La deriva in cui è stato cacciato ha raggiunto livelli di guardia che lasciano poco spazio alla speranza.
Il disincanto dilaga tra i tifosi. La loro fede, salda architrave su cui poggia tutto il sistema, è oggi messa a dura prova. Casms, Osservatorio, Tessera del tifoso, divieti di trasferta, costi crescenti, obsolescenza degli impianti, mancanza di stimoli e di fantasia. Sembra che tutto complotti per acuire la diserzione dagli stadi.
Si fa strada l’indifferenza, il peggiore di tutti i mali. Un sentimento negativo che rischia di infilare il calcio, stavolta per davvero, in un vicolo cieco. Perché senza l’apporto dei tifosi, che ne sono la linfa vitale, il calcio muore.
L’indifferenza va combattuta in tutte le sue forme. Urge riaprire la strada del movimentismo, puntare sul coraggio delle opinioni. Occorre mettere in campo proposte e soluzioni. Oggi più che mai in Italia è fondamentale schierarsi, fare fronte comune, difendere ciò in cui si crede. Anche per ridare linfa a un sistema calcio sempre più deludente.
... Cosa fare allora? Battersi per combatterla, l’indifferenza. Stimolare comportamenti virtuosi. Tenere alta l’attenzione sui temi più cruciali. Smuovere acque diventate torbide. Sollecitare spirito di collaborazione sui tanti temi condivisi. Uscire dall’orticello in cui ci siamo rinserrati, complice un provincialismo retrivo. Partecipare al progresso del bene comune. Tutto, allora, sarà possibile.
Sergio Mutolo – www.calciopress.net
Articolo letto: 280 volte