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Mercoledì 01 Febbraio 2012 22:29
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 IL CAIRO - Almeno 73 persone persone sono state uccise e mille sono rimaste ferite nelle violenze scoppiate dopo una partita di calcio a Port Said, nel Nord-Est dell'Egitto. Gli scontri sarebbero esplosi per motivi calcistici, dopo un'invasione di campo, al termine della gara di campionato tra la squadra del posto, l'Al Masri, e l'Al Ahli, formazione del Cairo.
Secondo la ricostruzione fornita dalla tv Al Arabiya, alla fine del match vinto per 3-1 dall'Al Masri, i tifosi locali sono entrati in campo per inseguire i giocatori dell'Al Ahli spingendosi fino al tunnel che porta agli spogliatoi. A quel punto si è scatenata una vera e propria battaglia, sia con i tifosi avversari che con le forze dell'ordine. Ci sono stati fitti lanci di bottiglie e pietre. I tafferugli sono proseguiti anche fuori dall'impianto. "Lo spogliatoio si è trasformato in un obitorio", ha raccontato un testimone. Un altro dei presenti ha riferito che prima del fischio d'inizio il clima era buono, ma poi durante l'incontro ci sono stati scambi di insulti tra le due tifoserie e ogni gol era seguito da un'invasione di campo. In città è stato allertato anche l'esercito che ha inviato i suoi elicotteri per portare via dallo stadio giocatori e tifosi della squadra ospite.
Al Arabiya riferisce che la scena si è ripetuta
al Cairo, dove l'arbitro ha sospeso l'incontro una volta avuta notizia delle violenze di Port Said. Una decisione cui i tifosi hanno reagito appiccando il fuoco ad alcuni settori dello stadio. In questo caso per fortuna non ci sono state vittime.
Dopo questi gravissimi episodi la Federcalcio egiziana ha deciso di "rinviare a data da destinarsi" tutte le partite del campionato maggiore e il Parlamento è stato convocato per domani in seduta straordinaria.
repubblica.it
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